1 giugno 2010
Da consumare preferibilmente entro 60 giorni (studi di settore e proroghe dei versamenti)
“In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti” (art. 3 dello Statuto dei diritti del contribuente)
L’approvazione degli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2009 è avvenuta con Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 25 maggio 2010.
Il nostro erario pretende l’adempimento da parte dei contribuenti, soggetti agli studi di settore, entro il 16 giugno 2010.
Qualcosa non va. Nel momento in cui si invoca serietà e rigore nella lotta all’evasione, dall’altro lato occorre mostrare altrettanta serietà e correttezza verso il contribuente che vuole adempiere tempestivamente, ma con il dovuto “tempo tecnico”, necessario ad evitare errori anche a proprio danno.
Gli ordini professionali “chiedono” la proroga: il problema è che la proroga dovrebbe avvenire ex lege, all’interno dello stesso provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che cristallizza il tempo dell’adempimento ai 60 giorni successivi alla sua emanazione (nel caso in questione il 24 luglio).
Tutto questo, se fossimo in un paese civile.


Scritto il 3-6-2010 alle ore 12:54
Sono perfettamente d’accordo con Lei , ma quando un Presidente del Consiglio dichiara che, se le imposte superano il 50 % del proprio reddito è giustificabile
l’elusione o l’evasione per cercare di pagare meno , e non si adopera per abbassare le imposte , cosa si aspetta o meglio ci aspettiamo tutti ?
scusi dimenticavo ma, lui non ha potere .
Scritto il 4-6-2010 alle ore 08:44
Come non poter non essere d’accordo? Non solo per quanto riguarda i contribuenti, ma anche perché negli studi professionali ci si riduce a fare orari massacranti che possono determinare errori…
Scritto il 5-6-2010 alle ore 17:57
Ma degli ordini professionali ne conosco l’esistanza solo in occasione del pagamento della quota associativa annuale e qualche lettera quasi di “minaccia” alla formazione professionale i cui contenuti a volte definirli poco interessanti è un complimento. Per non parlare della rivista di categoria che si autocelebra le loro incapacità assolute.
Infine per chiudere oltre alla cassa di previdenza credo che abbiamo (dottori ed esperti contabili) le stesse prerogative dei “doppi lavoristi” di pubblici impiegati, anzi quella dell’amministrazione finanziaria hanno sempre una “prerogativa” in più, spesso sono gli stessi preposti ai controlli che esercitano la “professione” tramiti “amici”- .
So che mi attirerò l’ira funesta di qualche presidente o altro, ma basta andare a qualsiasi agenzia delle entrate o concessionario della riscossione e si può constatare l’assenza di qualsiasi sportello dedicato ai professionisti e non solo, al massimo si trattano 3 pratiche.